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CENNI STORICI Sita a 345 m s.l.m. ed a 5 km da Amelia, la frazione di Fornole è la più grande del territorio comunale e conta 1.338 abitanti, secondo il censimento Istat del 2001. Il toponimo deriva dai "forni" o "fornaci" per la cottura di vasellame e materiali edili presenti fin dall'epoca romana, un'attività secolare perpetuata negli anni dai cosiddetti "cocciari", i tradizionali maestri della terracotta, ed ormai purtroppo, quasi del tutto perduta. Conosciuta sin dall' antichità come "Castrum Fornoli", importante castello di confine tra Narni ed Amelia e quindi sito strategico nel Medioevo per la sua vicinanza ad Amelia, pagò sempre il peso degli eventi che, nel bene e nel male, videro protagonista il centro maggiore. Si hanno diverse notizie di aggressioni con danni di notevole entità durante il XIV e il XV sec. operate da Amelia che rintuzzava tentativi di autonomia e a volte di superiorità. Nel 1412 il castello venne occupato da BRACCIO da MONTONE, al servizio del re Ladislao durante l'invasione delle terre della Chiesa. L'anno dopo venne gravemente danneggiato poiché si capovolsero gli schieramenti. Fornole insieme ad Amelia compì atto di dedizione a Ladislao re di Napoli ed i nemici di quest'ultimo comandati da Paolo Orsini, capitano delle Milizie del Patrimonio della Chiesa, ed al soldo del Papa, compirono varie scorribande nel territorio amerino. Gli eventi non furono amici di Fornole, e qualche anno dopo, nel 1421, gli abitanti di Foce, che si ribellavano ad Amelia, appiccarono il fuoco al castello danneggiando in più punti le mura. Nel 1434 FORNOLE conobbe di nuovo il fuoco per mano del capitano Niccolò Piccinino impegnato a regolare i conti con Francesco Sforza signore di Amelia. Nel 1596 venne stipulato l'accordo tra Narni ed Amelia per definire il confine tra le due città, ubicandolo esattamente sul ponte di Fornole. Rimasto tra le terre della Chiesa fino all'unità di Italia, Fornole ha superato le due guerre mondiali con pochi danni strutturali e molte perdite umane,ed e' oggi uno dei centri più vitali e industriali dell'Amerino. Oggi dell'antico castello si conservano alcuni tratti di mura con due torri, una delle quali, a pianta quadrata affianca l'antica porta di accesso con arco a sesto ribassato, che conduce alla Chiesa dedicata a San Pietro Apostolo. |
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